AUTORI

ANTONELLO CARRUCOLI

  “Il presente libro è un’opera di alta divulgazione che si propone di descrivere la vita e le opere di un grande concittadino, Ildebrando di Sovana, poi papa Gregorio VII (….). Si tratta di un testo di facile lettura e di notevole fattura che appassiona”-

Dalla prefazione del prof. Domenico Maselli

“Un ritratto immediato, gustoso, attraente del grande Gregorio VII, pontefice Santo, pontefice illuminato e riformatore (….). Sono lieto che San Gregorio VII, co-patrono e guida della nostra Chiesa locale possa essere conosciuto così, in presa diretta, nel fascino di un racconto che ti prende e t’inchioda fino in fondo, finché non hai finito di leggerlo”.

Guglielmo Borghetti, vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello

  Nel testo di Carrucoli  la figura dello gnomo assume un valore altamente simbolico:
tra ironia, avventure e saggezza, esso  esprime la forza  pedagogica della persona che si riappropria degli spazi che gli sono stati sottratti, alterati, e su questi  vigila a rassicurare che  ancora non tutto è perduto, che c’è una “pliche” nell’animo umano in grado ribellarsi.  Carrucoli si oppone in tal senso  a quell’umanità ciarliera che non sa porsi in ascolto, che non riconosce il valore della diversità, che non sa  cos’è il silenzio, che non percepisce  la voce della Natura della quale però fa parte. Ma gli gnomi possono salvare i grandi uomini e riabilitarli all’armonia dell’universo dalla quale si sono allontanati.
  L’autore si è proposto di riportare alla luce il pensiero di uno sconosciuto, utopico scrittore nato a Sorano (Gr) nella seconda metà dell’800.”L’autobiografia di Cesare Bandelloni detto “Ciofro”, …, costituisce un documento di notevole originalità e importanza. (…) In un’area come quella della Toscana meridionale, lungo il confine con lo stato della Chiesa, quindi in una zona di emarginazione sociale e culturale, povera, caratterizzata da forme diffuse di attività contro lo Stato, dal contrabbando al brigantaggio, anche il profetismo aveva una sua tradizione.”Dalla presentazione del prof. Zeffiro Ciuffoletti