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E’ trascorso un anno dalla morte di Giovanni Feo avvenuta Il 16 giugno 2019. Lo ricordiamo con affetto e stima ai soci dell’associazione Tages, agli amici e alle tante persone che lo hanno conosciuto e apprezzato nei numerosi incontri che ha organizzato per la visita ai monumenti storici e preistorici della media valle del Fiora ed oltre.

 

.Per Tages, è uscito il libro “La più Antica Civiltà d’Italia”, Effigi edizioni 2019.

Il libro può essere ordinato direttamente all’indirizzo e-mail dell’editore. Il libro sarà in libreria a partire dal primo marzo prossimo.
Via Roma 14, Arcidosso (GR), Tel. 0564 967139, www.cpadver-effigi.com – cpadver@mac.com

 

 

 

Cosa avvenne nel remoto passato in quel territorio dell’Italia centrale che oggi chiamiamo Maremma, o anche Tuscia, lì dove fiorì la civiltà etrusca e dove, prima ancora, altre civiltà e culture si erano insediate durante l’arco di diversi millenni?
Quali eventi storici portarono alla nascita di una civiltà preistorica, poi della civiltà etrusca, di quella romana e infine del primo cristianesimo?

 

 

 

 

PRESENTAZIONE

Giovedì 5 marzo, ore 17.30 presso la Sala Rosa di Viterbo Sotterranea

P.zza della Morte 1 – Viterbo

presentazione del libro

La più antica civiltà d’Italia,

Siti sacri, templi astronomici, opere megalitiche. Origine e diffusione della cultura del Rinaldone, progenitrice della civiltà etrusca.

di Giovanni Feo e Alberto Conte

Effigi Edizioni

interviene Alberto Conti, co-autore e Presidente Ass. Tages

Luca Federici, archivista

Katia Maurelli, consulente editoriale Edizioni Effigi

Tatiana Melaragni, archeologa

L’iniziativa è a cura dell’Ass. Tages, in collaborazione con Viterbo Sotterranea e la Casa Editrice Effigi.

ingresso libero

 

ricordo-di-calzolari
Enrico Calzolari è morto a Lerici il 4 gennaio 2020. Con la morte di Calzolari la nostra associazione perde, dopo Giovanni Feo, un altro amico e stretto collaboratore. Enrico Calzolari, uomo di vasta cultura, ha prestato a Tages lunga e gratuita collaborazione nell’approfondire la conoscenza del sito di Poggio Rota e, dopo che ne ebbe completato lo studio e realizzato la pianta, passò allo studio degli altri siti attribuiti alla cultura di Rinaldone. Delle mappe che realizzò fece dono alla nostra associazione. La sua collaborazione ci ha aiutato nella comprensione che la cultura Rinaldoniana è stata a lungo presente sul nostro territorio, dove ha lasciato evidenti tracce impresse nel tufo. Lo studio e la ricerca svolta sul territorio con la collaborazione di Calzolari ha consentito la pubblicazione del libro LA PIU’ ANTICA CIVILTA’ D’ITALIA, che tratta di quella cultura.

Il professor Antonello Carrucoli che è stato a lungo amico di Enrico Calzolari del quale ha conosciuto più di noi le molteplici conoscenze e i tanti impegni nel sociale, ha scritto, sul giornale il Tirreno del giorno 4 gennaio, un articolo che si riporta  integralmente:

“Enrico era un uomo dalla cultura straordinaria, ma ciò che lo connotava era la sua gratuita dedizione verso il prossimo, paragonabile a quella di un Alberto Manzi  o di un Domenico Maselli, che ho avuto la fortuna di conoscere. Tanto per sintetizzare, Enrico lo troviamo protagonista come volontario nell’alluvione del 1966 a Firenze; è cofondatore dell’istituto alberghiero di Lerici, attivista nella pubblica assistenza, fondatore della squadra antincendi boschivi, scopritore del complesso megalito del monte Caprione con il fenomeno eliaco della farfalla di luce. Ufficiale della marina mercantile, Enrico ha scritto libri di vario genere: l’ultimo, qualche mese fa sul sito archeologico di Gooblekli Tepe, in Turchia. Un lutto che segna soprattutto la comunità scientifica e quella degli studiosi di archeologia e di astronomia: Calzolari aveva un approccio speciale allo studio, che lo ha portato a interessarsi di fenomeni complessi e di grandissimo fascino.

Chi siamo

Siamo un’Associazione che vuole occuparsi di cultura ad ampio raggio. La nascita dell’Associazione è stata sollecitata dalla scoperta di monumenti fino ad ora sconosciuti, presenti sul territorio, e dalla conseguente esigenza di far conoscere la ricchezza delle tracce lasciate dall’uomo dei periodi arcaici fino a quelli storici e contemporanei, servendoci della profonda conoscenza che alcuni dei soci fondatori hanno del territorio stesso. Cosa ci proponiamo
Gli scopi
• la scoperta, lo studio e la tutela dei monumenti presenti nel territorio;
• la tutela e la valorizzazione dell’ambiente;
• coltivare la memoria storica attraverso la riscoperta dei personaggi illustri locali e degli avvenimenti di interesse del passato
Quali le modalità per realizzare gli obiettivi:
1. la pubblicazione dei QUADERNI su cui trattare tutto quanto possa avere attinenza con la cultura
2. l’organizzazione di visite a luoghi di interesse storico, archeologico e culturale in genere
3. l’organizzazione di convegni e incontri di carattere culturale
Perché TAGES ?
La risposta l’abbiamo stampata in ogni numero dei nostri QUADERNI:
“A Tarquinia, da un solco nella terra tracciato dal re–sacerdote Tarchun, emerse un bimbo con la sapienza di un anziano: TAGES. Il bimbo dettò ai Lucumoni le regole della “Disciplina” per il popolo etrusco, educandolo così al rispetto della natura e delle sue leggi.”
Il rispetto della natura e delle sue leggi è per noi un valore fondamentale.
La sede legale e operativa della nostra Associazione è in Pitigliano, cittadina della provincia di Grosseto, al confine con l’alto Lazio. L’intera area è caratterizzata dalla presenza del tufo, roccia di natura vulcanica formata dalle eruzione del vulcano nel cui cratere è nato il lago di Bolsena.
Il lago dista dai paesi del nostro comprensorio circa 30 Km. I comuni, oltre a Pitigliano, sono: a ovest Il comune di Manciano che confina con il comune di Orbetello, sul mar Tirreno e, verso nord, il Comune di Sorano che confina con il comune di Castell’Azzara, sulla direttrice del Monte Amiata.
Nell’area del tufo il paesaggio è costituito da pianori solcati da profonde gole vulcaniche, nel fondo delle quali scorrono le acque di numerosi corsi d’acqua, anche di notevole portata, come il fiume Fiora che nasce dalle sorgenti di Santa Fiora, alle pendici del Monte Amiata, e sfocia nel Tirreno presso Montalto di Castro, nella Maremma Laziale.
L’uomo fin dai periodi arcaici, per ragioni pratiche e forse anche religiose, ha aperto numerosi tracciati semi-sotterranei, oggi conosciuti come “vie cave”, che collegano i fondovalle con i pianori superiori; sulle rocce e sulle pareti delle forre vulcaniche ha lasciato tracce evidenti di ogni tipo, ha modellato monumenti, ha costruito le città dei morti (necropoli), ha scolpito opere spesso ancora del tutto enigmatiche.
Oltre agli etruschi, vi sono rilevanti presenze della civiltà romana, medievale e rinascimentale; l’intero territorio è stato parte centrale della Contea degli Aldobrandeschi e successivamente degli Orsini sopravvissuta fino al XVII secolo.
Il territorio della valle del Fiora, grazie alla inaccessibilità di un paesaggio irregolare e selvaggio, ha potuto conservare una completa e rara stratigrafia storica, dalla preistoria sino ad oggi. Crediamo che questo sia il suo più prezioso valore: un’eredità di memorie, conservatosi nelle pietre, nei boschi, nei fiumi e nei paesaggi.