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Chi siamo

Siamo un’Associazione che vuole occuparsi di cultura ad ampio raggio. La nascita dell’Associazione è stata sollecitata dalla scoperta di monumenti fino ad ora sconosciuti, presenti sul territorio, e dalla conseguente esigenza di far conoscere la ricchezza delle tracce lasciate dall’uomo dei periodi arcaici fino a quelli storici e contemporanei, servendoci della profonda conoscenza che alcuni dei soci fondatori hanno del territorio stesso. Cosa ci proponiamo

Gli scopi

  • la scoperta, lo studio e la tutela dei monumenti presenti nel territorio;
  • la tutela e la valorizzazione dell’ambiente;
  • coltivare la memoria storica attraverso la riscoperta dei personaggi illustri locali e degli avvenimenti di interesse del passato

Quali le modalità per realizzare gli obiettivi:

  1. la pubblicazione dei QUADERNI su cui trattare tutto quanto possa avere attinenza con la cultura
  2. l’organizzazione di visite a luoghi di interesse storico, archeologico e culturale in genere
  3. l’organizzazione di convegni e incontri di carattere culturale

Perché TAGES ?

La risposta l’abbiamo stampata in ogni numero dei nostri QUADERNI:

“A Tarquinia, da un solco nella terra tracciato dal re–sacerdote Tarchun, emerse un bimbo con la sapienza di un anziano: TAGES. Il bimbo dettò ai Lucumoni le regole della “Disciplina” per il popolo etrusco, educandolo così al rispetto della natura e delle sue leggi.”

Il rispetto della natura e delle sue leggi è per noi un valore fondamentale.

La sede legale e operativa della nostra Associazione è in Pitigliano, cittadina della provincia di Grosseto, al confine con l’alto Lazio. L’intera area è caratterizzata dalla presenza del tufo, roccia di natura vulcanica formata dalle eruzione del vulcano nel cui cratere è nato il lago di Bolsena.

Il lago dista dai paesi del nostro comprensorio circa 30 Km. I comuni, oltre a Pitigliano, sono: a ovest Il comune di Manciano che confina con il comune di Orbetello, sul mar Tirreno e, verso nord, il Comune di Sorano che confina con il comune di Castell’Azzara, sulla direttrice del Monte Amiata.

Nell’area del tufo il paesaggio è costituito da pianori solcati da profonde gole vulcaniche, nel fondo delle quali scorrono le acque di numerosi corsi d’acqua, anche di notevole portata, come il fiume Fiora che nasce dalle sorgenti di Santa Fiora, alle pendici del Monte Amiata, e sfocia nel Tirreno presso Montalto di Castro, nella Maremma Laziale.

L’uomo fin dai periodi arcaici, per ragioni pratiche e forse anche religiose, ha aperto numerosi tracciati semisotterranei, oggi conosciuti come “vie cave”, che collegano i fondovalle con i pianori superiori; sulle rocce e sulle pareti delle forre vulcaniche ha lasciato tracce evidenti di ogni tipo, ha modellato monumenti, ha costruito le città dei morti (necropoli), ha scolpito opere spesso ancora del tutto enigmatiche.

Oltre agli etruschi, vi sono rilevanti presenze della civiltà romana, medievale e rinascimentale; l’intero territorio è stato parte centrale della Contea degli Aldobrandeschi e successivamente degli Orsini sopravvissuta fino al XVII secolo.

Il territorio della valle del Fiora, grazie alla inaccessibilità di un paesaggio irregolare e selvaggio, ha potuto conservare una completa e rara stratigrafia storica, dalla preistoria sino ad oggi. Crediamo che questo sia il suo più prezioso valore: un’eredità di memorie, conservatosi nelle pietre, nei boschi, nei fiumi e nei paesaggi.