WERNER KELLER

Angolo delle mura poligonali di Poggio Moscini

CIVILTA’ ETRUSCA di Werner keller

Werner Kaller, autore del libro “Civiltà Etrusca”, scrive l’unica storia organica del popolo etrusco che raggiunse un alto grado di civiltà nella penisola italiana, che occupò quasi interamente e trasmise al popolo romano, che lo vinse ed lo inglobò nel proprio impero, quelle conoscenze che lo fecero grande. Prima di Keller nessuno aveva scritto, come ancora oggi nessuno ha scritto, una completa storia degli Etruschi.

La lettura del libro “Civiltà Etrusca”, è quindi obbligatoria per chiunque voglia avere una visione della storia antica d’Italia più vera e completa.

Anche il Keller parla diffusamente del Fanum Voltumnae che, senza esitazione, con lo stesso Pallottino, ubica presso il lago di Bolsena, e in un preciso luogo, come vedremo dal brano riportato; unica incertezza per il Keller è dove potesse trovarsi il tempio di Nortia, nel quale veniva infisso annualmente il famoso chiodo del tempo.

Il Keller pone la domanda: “Ma dove sorgeva la città madre, l’urbs vetus, tanto famosa un tempo?” e subito dopo aggiunge: “ La risposta venne solo dalle scoperte del più recente passato, quando, nel 1946, si cominciò a scavare sulle rive del lago vulcanico per opera dell’Istituto Archeologico Francese di Roma. Due chilometri a est di Bolsena si erge sopra il lago, in posizione dominante, un colle alto seicentoventidue metri: La Mozzetta di Vietena. Sulle sue pendici, vanghe e picconi s’imbatterono in un possente impianto di fortificazione. In mezzo alla boscaglia e ai vigneti vennero in luce resti di mura ciclopiche di più di un metro e mezzo di spessore, costituite di grandi blocchi parallelamente connessi, con incisi i segni delle compagnie di scalpellini etrusche. La datazione assegnava l’opera, senza ombra di dubbio al V-IV secolo a.C. Le mura si estendono per quattro chilometri, cingendo varie altre collinette. La posizione e la costruzione accurata dell’imponente fortificazione testimoniano dell’importanza della città di cui stavano a difesa, protetta a nord e a ovest da ripide gole. L’acqua potabile era assicurata agli abitanti da gigantesche cisterne, una delle quali, scoperta dai francesi durante gli scavi, era lunga quaranta metri. Gli autori classici descrivevano l’antica Velzna come cinta di mura. … Nonostante tale scoperta, restava però insoluta l’altra grande questione che da lungo tempo inquietava gli studiosi: dove poteva essere la sede del celebre Fanum Voltumnae? …

Volsinii, come informa la tradizione, ospitava nel suo territorio urbano il famoso santuario dove convenivano tutti gli etruschi per la grandi feste sacrali. In esso si veneravano due divinità: Nortia, nel cui tempio si piantavano i chiodi del “calendario” etrusco, e Velthune, da Varrone definito Deus Etruriae princeps: donde l’opinione di alcuni che esso sia da identificarsi col dio etrusco Tinia. … Grandi feste avevano luogo ogni anno nel Fanum Voltumnae, dove i rappresentanti dei Dodici popoli trattavano gli affari politici ed economici della lega, eleggendo un presidente, il sacerdos Etruriae. …       

 

Civilta’ Etrusca  di Werner Keller, Edit. Garzanti Editrice s.p.a., 1982

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