Via cava di San Giuseppe

Le vie cave o “tagliate”, sono delle vie scavate e tagliate nella roccia. Possono raggiungere una profondità fino a 20 metri e una lunghezza fino a 500 metri ed oltre. Hanno andamento serpentino e sono situate lungo i costoni tufacei, collegando le alture con i fondovalle. In età etrusca furono le vie sacre delle contigue necropoli, utilizzate per le processioni funerarie e per il culto degli antenati. L’origine di questi percorsi sembra però pre-etrusco e la loro funzione potrebbe riguardare un antico intervento sul territorio, mirato a regimentare le acque e a “modellare” l’ambiente secondo una perduta “scienza” della natura e dei suoi luoghi.

Via cava di San Giuseppe

Il percorso

La via è lunga circa 500 metri, dalla valle del fiume Lente sale lungo il costone roccioso fino alla fonte dell’Olmo. Vicino al fiume, a valle di Pitigliano, la via cava inizia presso i ruderi della chiesa di Santa Croce. Il percorso prosegue in salita, attraversando una necropoli etrusca, estesa su entrambi i lati della via; numerose le tombe “a camera” con corridoio funerario (dromos) e i colombari (tombe ad incinerazione). Numerosi anche i cunicoli di incerta origine e funzione. Nella parte alta della via cava  la pavimentazione presenta delle singolari lavorazioni: gradini, vaschette, solchi e canalizzazioni. Potrebbero fare parte, come i “solchi di carro”, di un antico sistema di regimentazione delle acque. Non casualmente il percorso termina proprio in un sito d’acque, la fonte dell’Olmo, sorgente perenne e potabile, di antichissima frequentazione.

Massi con coppelle

In cima al poggio, nella parte alta della via cava, dietro la parete che dà sulla valle, si trovano dei grandi massi con lavorazioni rupestri: sono delle cavità artificiali di varie grandezze, a forma circolare o ellittica. Sembrano disposte secondo uno schema, come per formare delle composizioni o figure. Sono le stesse cavità, o “coppelle”, già segnalate sui megaliti di Poggio Rota, Insuglietti, presso il fosso della Nova e della Lente. I massi, situati sulla cima dei poggi rupestri, sono quasi sempre esposti a sud o ad ovest e sono visibili anche da lontano. Nella via cava di S. Giuseppe i massi con coppelle ricordano alcune costellazioni, il Toro e la costellazione del Drago. Tutta quest’area è a grave rischio di crolli e frane e potrebbe immancabilmente crollare del tutto se non vi saranno interventi mirati e continuativi.

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