Q6.9 SCRIVONO I GIOVANI

INTERVISTA ALLO SPERONE di Daniele Carrucoli

Memori dei successi ottenuti

Io, Gianni ed Enrico non ci siam trattenuti.

Altra intervista era da fare

e non ci restava che cominciare.

Lo scoglio prendemmo di bersaglio

per avere un qualche ragguaglio

del paese che sul groppone

si porta il tufaceo sperone.

Giunti ai piedi del masso imponente,

tutti facemmo un rito potente.

Gran boato si levò velocemente

ed un vento mi travolse malamente.

Mi voltai abbastanza impaurito

ma degli stregoni tutto era sparito.

Ma una voce di grande di sostanza,

disse con forte risonanza:

 “Chi mi invoca finalmente

che con qualcuno parlo piacevolmente?

 Sorpreso dalla reazione

risposi con felicitazione:

 “Mia di invocarti è la decisione

perché vorrei qualche delucidazione!”

 “Dimmi pure io ti ascolto,

ti risponderò con tono colto.”

 Tale disponibilità era inaspettata

che alcuna domanda era preparata.

 “Parlami del tuo stato attuale,

come ti senti, fammi un’analisi concettuale.”

 “Eh, triste, sbiadito e spento

ecco come mi sento.

Tanto tempo è passato

da quando il vulcano mi ha creato.

I bei tempi son passati,

a dir poco son volati!

Con via cave e altri monumenti

parlavo senza fraintendimenti.

Molto piacevole era una popolazione

che si prendeva cura di loro in continuazione.

Sopra di me e altri speroni facevano riti magici,

con acqua e sangue ci bagnavano gli apici.

Le stelle guardavano con dedizione

e su di me le disegnavano con felicitazione.

Poi ad un tratto son spariti

e i bei tempi son finiti.

A me il paese sul groppone

ha assicurato grande preoccupazione

da parte del nuovo abitante,

qualche volta un po’ ignorante.

Quindi bene mi sono mantenuto

e fortunato mi sono ritenuto.

Peggio è andata a via cave e monumenti

che un tempo erano belli e permanenti.

Oggi di loro nessuno si cura correttamente

e in rovina cadono malamente.

Per questo loro tacciono in continuazione

e io mi sento solo alla disperazione.”

 Colpito dal discorso ascoltato

dissi, dopo un silenzio contemplato:

 “La problematica è la stessa, te lo dico con certezza.

Se chi si erige al dovere lavorasse con adeguatezza,

oggi tu con via cave e monumenti parleresti

e più non ti preoccuperesti.

Ma non solo tu ci guadagni

se chi di dovere facesse meno magagni!

Anche il turista goderebbe

e il paese stesso ci guadagnerebbe.

Ma loro al somaro prestano attenzione

pensa, dopo la statua, pure la competizione!

Che poi anche il nobile animale è scomparso

evidentemente ha intuito che il luogo era scarso.”

 “Finalmente, dopo anni e tanti passanti

odo parole interessanti.

Ora però è meglio che tu vada

non ero più abituato a parlar con gente della strada.

In voi ripongo la speranza

spero sia ricambiata con costanza.”

 “Il possibile faremo,

di certo non ci arrenderemo.”

Detto questo tacque lo sperone

e terminò la conversazione.