Q4.7 – DATELE UN MODELLO

La donna

A Lawrence furono rimproverate le sue idee antidiluviane sulla donna. In realtà non erano antidiluviane, dovevano solo essere tradotte in termini di quintessenza. La sua intelligenza intuitiva cercò l’essenza della donna.
L’essenza della donna è il suo rapporto con l’uomo.
La donna per la quale l’adorazione fallica non rappresenta che una parte della divinità creativa è la costruttrice-artista. Lawrence non si occupa di questo aspetto da costruttrice-artista tipico di alcune donne, ma della donna all’interno della costruttrice-artista.
La donna pura e semplice – o né pura né semplice.
In questi termini , qual era la donna adeguata e quale quella inadeguata?
In the Jeune Fille Wants to Know egli riflette allegramente sulla franchezza della fanciulla moderna e dà l’impressione di essere molto compiaciuto…..
In Give Her a Pattern egli capisce il problema della donna che ha cancellato il suo vero io per soddisfare un’immagine creata dall’uomo.
Gli uomini hanno creato le immagini, concepito i modelli – le donne li hanno realizzati per compiacere gli uomini. Dante ha creato Beatrice, Dickens la moglie-bambina, e il giovane moderno la ragazza dal faccino da bimbo.
Ma le donne non sono sciocche… Hanno la loro logica. Una donna può passare degli anni ad incarnare un modello maschile. Ma alla fi ne, se il modello non si sarà rivelato emotivamente soddisfacente, la terribile logica dell’emozione ne elaborerà la rottura……..
Fermiamo qui l’indagine di Anais Nin sulle donne nell’opera di Lawrence per proporre un articolo dell’autore dal titolo “DATELE UN MODELLO”, tratto dalla raccolta “Teatro e Prose varie” edito da MONDADORI, curata da Pietro Nardi. Nei prossimi numeri proporremo altri scritti dell’autore sull’argomento.

DATELE UN MODELLO

A proposito di donne, il guaio più grosso è che sentono continuamente il bisogno di adattarsi, come hanno sempre fatto nel corso dei secoli, alle teorie che gli uomini formulano su di loro. Se una donna si sente veramente se stessa, vuol dire che è riuscita a essere quel che il suo tipo di uomo desidera che lei sia. Se una donna è isterica, vuol dire che non sa bene quel che deve essere, quale modello deve seguire, a quale immagine maschile di donna deve conformarsi.
E infatti le teorie mascoline su come le donne dovrebbero essere sono tante, quanti sono gli uomini al mondo. Siccome poi gli uomini si raggruppano in tipi, è il tipo, non l’individuo, che produce la teoria, l’immagine “ideale” di donna. I nobili romani, per esempio, da quegli uomini avidi e tenaci che erano, produssero la teoria o l’ideale della matrona, che era fatto a bella posta per appagare la loro latina brama di possesso. “La moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto.” E la moglie di Cesare, compiacente, si sforzò di essere al di sopra di ogni sospetto,senza badare a quanto al di sotto di ogni sospetto cadesse il suo Cesare.
Più tardi uomini come Nerone produssero la teoria della donna “facile” e subito le donne si adattarono a essere “facili” su richiesta del primo capitato. Arrivò quindi Dante con la sua casta e illibata Beatrice, e schiere di Beatrici caste e illibate cominciarono a marciare spavalde attraverso i secoli.
Il Rinascimento scoperse la donna istruita, e le donne istruite si misero a comporre prose e poesie sdolcinate e fastidiose. Dickens inventò la moglie–bambina e da allora c’è stata un’invasione di mogli–bambine. Lo stesso Dickens inventò una sua versione della illibata Beatrice : L’Agnese, casta ma destinata alle nozze. George Eliot tornò con insistenza su questo modello, che fece fortuna. La nobile donna, la sposa castissima, la madre devota presero il campo, e il modello fu ripetuto alla noia. Le nostre povere madri erano di quel tipo. E allora noi, uomini dell’ultima generazione, un poco intimoriti dall’esperienza fatta con le nostre nobili madri, abbiamo provato a tornare alla moglie–bambina. Non ci siamo spremuti la fantasia. Abbiamo assunto il modello già fatto, cambiando solo un particolare: la nuova moglie bambina, per noi, doveva avere un che di sbarazzino, un fare d ragazzo. Questo perché i giovanotti di oggi provano un grande spavento davanti a una donna vera. E’ un’entità troppo pericolosa. Una cosa troppo difficile da maneggiare, che fa pensare alla Dora di Davide Copperfild. No, è meglio che abbia un’aria di ragazzino, è più sicuro così. Ed ecco che le nostre donne hanno assunto un’aria da ragazzino.
Certo, ci sono altri tipi. Gli uomini pratici e attivi producono l’ideale della donna pratica e attiva. I medici producono l’infermiera efficiente. Gli uomini d’affari la segretaria efficiente. Ce n’è per tutti i gusti. Se uno ci tiene, può creare in una donna il senso maschile dell’onore (per quanto io non sappia cosa significhi veramente questa espressione misteriosa).
C’è anche l’ideale perpetuamente segreto dell’uomo: la prostituta.
Moltissime donne si sforzano di impersonare quel tipo; e solo perché ci sono uomini che lo desiderano.
In questo modo il destino si avventa sulle nostre povere donne. Perché non è vero che non hanno cervello: ce l’hanno e come ! Hanno tutto quello che hanno gli uomini. L’unica differenza è che hanno bisogno di un modello. “Datemi un modello da seguire !”: questo sarà sempre il grido di battaglia della donna. A mano che non si sia scelta un modello da piccola, e allora dichiarerà di essere fedele soltanto a se stessa e di non subire l’influenza delle pretese maschili.
Eppure la vera tragedia non sta tanto nel fatto che le donne chiedono e sono spinte a chiedere un modello. E neppure nel fatto che gli uomini forniscono loro dei modelli odiosi, come la moglie – bambina, la ragazza con un viso da maschietto capriccioso, la segretaria perfetta, la nobile sposa,la madre disposta al sacrificio, la donna pura che partorisce figli in vergine fragilità, la prostituta che s’abbassa a tutte le richieste, e altri orrendi modelli di femminilità propagandati nei secoli: modelli tutti pervertiti e distorti, che spengono quella naturale pienezza di vita che è in ogni creatura terrestre. Perché gli uomini sono disposti ad accettare la donna nelle incarnazioni più diverse: come loro pari, come un uomo in gonnella, o come un angelo, un diavolo, un ragazzino, una macchina, un seno, un grembo, un paio di gambe, una serva, un’enciclopedia, un ideale o un’oscenità; c’è solo una cosa che non sono disposti ad accettare: la donna come essere umano, come un vero essere umano di sesso femminile.
Le donne poi, a loro volta, adorano l’idea di adattarsi a modelli distorti e bizzarri: più sono distorti i modelli e più vanno bene. E il più bizzarro di tutti è quello presente della ragazza con viso da giovanottino collegiale e con un corpo fragile come un fiore, artificiale. E’ un ideale strambo, e basta. Ma proprio perché è strambo, le donne ci godono a impersonarlo. C’è forse cosa più disgustosa di una donna con un viso da ragazzino ? Eppure loro ci trovano gusto, e copiano il modello con grande passione.
Ma neppure qui sta la vera radice della tragedia. E neppure nell’assurdità di certi modelli che, nel caso della faccenda Dante–Beatrice, diventa vera e propria disumana malvagità (poiché Beatrice doveva restare casta e illibata per tutta la vita, secondo il modello imposto da Dante, mentre lui a casa aveva una mogliettina affettuosa e molti bambini): neppure qui sta l’aspetto peggiore dell’intera faccenda. La vera tragedia sta in questo: che, non appena una donna si è pienamente adattata al modello voluto dal suo uomo, subito lui la disprezza. Non appena il modello della ragazza con il viso di giovanottino collegiale è stato realizzato, i giovanottini sentono per esso un intenso segreto disprezzo. Portano in giro volentieri le donne: fanno una bella figura, perché le donne così sono di moda, sono quel che ci vuole. Ma dentro di sé, pur avendo cooperato a produrle, le detestano e nell’intimo del loro cuore ne sono atterriti.
Quando poi viene il momento di sposarsi, il modello va in frantumi. Il giovanotto sposa la donna dal viso di ragazzino collegiale, e immediatamente odia quel tipo. La sua mente comincia nervosamente a trastullarsi con tutti gli altri tipi: le nobili Agnesi, le caste Beatrici, le Dore avvinghianti e le filles de joie vistose e lascive. Il giovanotto si dibatte in una gran confusione; la sua mente è in tumulto. Qualsiasi modello la malcapitata cerchi di impersonare non gli va, ne vuole un altro. E questo è lo stato del matrimonio moderno.
La donna moderna non è una stupida, tutt’altro. L’uomo moderno invece lo è. Questo mi sembra il modo più onesto di presentare la situazione. L’uomo moderno è uno stupido, e il giovanotto moderno uno stupido con i fiocchi. Combina un tale pasticcio con i suoi ideali di donna che supera ogni precedente nei secoli. Non sa affatto come vorrebbe la sua donna. E noi dobbiamo ormai aspettarci di vedere nei prossimi anni una serie frenetica dei più diversi modelli di donna, uno dopo l’altro, perché i giovanotti moderni sono ormai in preda al parossismo e non sanno più quel che vogliono. Può darsi che fra due anni le donne saranno avvolte in creolina (ecco un altro modello che prima non avevo elencato ! ), oppure in gonnellino di perle, come le negre dell’Africa centrale, che non conoscono altro abbigliamento; o forse indosseranno armature di bronzo, o l’uniforme dei granatieri.
Ci si può aspettare di tutto: perché i giovanotti moderni hanno perso la testa e non sanno più quel che vogliono.
Le donne non sono stupide, ma c’è in loro un bisogno istintivo di adattarsi a un modello. Dentro di sé sanno bene che gli uomini sono stupidi. E in cuor loro disprezzano il modello. Eppure sentono il bisogno di avere un modello, altrimenti non sanno come tirare avanti.
Le donne non sono stupide. Seguono una logica tutta particolare, certamente diversa da quella mascolina. Seguono la logica delle emozioni, mentre gli uomini seguono quella della ragione. Due logiche complementari e per lo più contrapposte. Ma la logica emotiva delle donne è non meno reale e inesorabile di quella raziocinante dell’uomo. Solo che funziona in modo diverso.
Una donna non perde mai il filo della sua logica. Si adatta magari per anni e anni al modello imposto dal maschio. Ma alla fine, se il modello non soddisfa le sue esigenze emotive, la strana e terribile logica femminile d’un tratto entra in azione e manda il modello in frantumi. Ciò spiega, almeno parzialmente, certi straordinari cambiamenti che a volte avvengono nelle donne. Per anni una continua a fare la parte della casta Beatrice o della moglie-bambina. Poi, d’improvviso, c’è uno scoppio ! la casta Beatrice diventa qualcosa di molto diverso, la moglie bambina diventa una leonessa ruggente ! Il modello non bastava, le emozioni insoddisfatte hanno preso la rivincita.
Gli uomini invece, per parte loro, sono stupidi. Seguono la logica della ragione, o almeno credono di farlo. Ma poi si comportano, specialmente nei rapporti con le donne, in un modo che è più irrazionale di quello femminile. Si danno da fare per anni allo scopo di creare il tipo di donna con la faccia da ragazzino, fin che riescono ad averne una riproduzione perfetta. Poi, il giorno stesso in cui si posano, sentono il desiderio di avere accanto a sé un altro tipo. Oh state attente, ragazze, ai giovanotti che vi adorano ! Perché poi, il giorno stesso in cui posseggono, cominciano a desiderare qualcosa di radicalmente diverso. L’istante stesso in cui sposano la donna con il viso da ragazzino, cominciano a smaniare per la nobile Agnese, pura e maestosa, o per la madre infinita dal seno profondo e consolatore, o per la donna esperta di affari o per la prostituta lasciva distesa su lenzuola di seta nera; o, che è la cosa più idiota di tutte, per la combinazione di tutti quei tipi. E questa sarebbe la logica della ragione ! Non c’ dubbio: nei rapporti con le donne, gli uomini moderni si comportano da idioti. Non sanno quello che vogliono, e così non vogliono mai stabilmente quello che hanno. Vogliono una
torta alla crema che sia al tempo stesso un piatto di uova e prosciutto e al tempo stesso una pappa di avena. Sono degli stupidi. Almeno non fosse stabilito dal destino che le donne devono adeguarsi ai loro desideri!
Invece la realtà della vita vuole così: le donne devono conformarsi al modello imposto dall’uomo. E riescono a dare di sé ai loro uomini solo quando questi forniscono un modello soddisfacente da seguire. Ma oggi, con tanti e così svariati modelli, già triti e consunti, le donne non sanno offrire all’uomo altro che delle emozioni spente e involgarite. Cosa si pretende possa offrire al suo uomo una donna cui si chiede di assumere un’espressione da ragazzino? Che altro potrebbe dargli se non dei balbettii, dei frammenti di discorso, come se avesse perso il cervello? Ma poi, dato che le donne non sono stupide, e non si lasciano mettere sotto troppo a lungo, viene il momento che di colpo cambiano modello – e allora, al malcapitato, danno qualche zampata perversa con unghie crudeli e gli fanno invocare l’aiuto di mammina.
Ma gli uomini sono stupidi. Se davvero vogliono qualche cosa dalle donne, che forniscano loro un’idea pulita, soddisfacente della femminilità: e non questi falsi modelli da idioti senza nerbo.