Q3.8 – COME SI E’ FORMATO IL NOSTRO TUFO

Il nostro territorio è rinomato per il tufo che conserva. Ma come ha avuto origine? Per dare una risposta bisogna andare molto indietro nel tempo.
La nascita del nostro tufo è dovuta alle eruzioni che hanno portato alla distruzione dei vulcani presenti nei pressi di Latera. Vi sono due tipi di eruzioni: effusive, nelle quali il magma esce fl uido dal cratere colando lungo le pendici vulcaniche ed esplosive, talmente violente da portare alla distruzione parziale o totale del vulcano. Quest’ultime interessarono i “nostri” vulcani.
Il magma che risale all’interno della crosta terrestre forma delle strutture simili a gocce dalla radice rivolta verso il basso che prendono il nome di Diapiri. La risalita di questi elementi porta ad una caratteristica attività sismica e i terremoti associati a questa vengono detti Tremori (questi fungono da allarme per una possibile attività vulcanica. Nel territorio presso Napoli è scattata l’allerta proprio dagli anni 50, quando furono avvertiti dei Tremori). I Diapiri possono raggrupparsi e ristagnare formando una Camera Magmatica. Nelle zone attive questa è collegata con l’esterno dal Camino Magmatico che rappresenta la via di fuga per il magma quando la pressione dei gas presenti aumenta fino a rompere l’equilibrio che si era venuto a creare nella camera. Il magma arriva in superficie fuoriuscendo da fratture che incontra o da una struttura localizzata, generata dall’intersezione tra il Camino e la superficie: il Cratere. I gas hanno una funzione molto importante nel meccanismo eruttivo. La sostanza aeriforme maggiormente presente nella Camera è il vapor acqueo il quale può aumentare se l’acqua che penetra nel sottosuolo raggiunge la Camera Magmatica. Se la pressione litostatica (la pressione esercitata dalle pareti rocciose) diminuisce, provoca un espandersi dei gas presenti nella Camera, che si vanno ad accumulare nella parte superiore di quest’ultima. Le rocce presenti nel camino vulcanico, frutto per esempio di passate eruzioni, formano una sorta di tappo che impedisce l’uscita dei gas. Ma se la pressione dei gas supera la pressione delle rocce, queste vengono frantumate e si viene a creare un’ulteriore diminuzione della pressione litostatica. Questo facilita la liberazione di altri gas e la loro immediata espansione. Così nella camera magmatica si creano delle grandi bolle di gas, che si espandono lungo il camino vulcanico portando con loro il magma, fino in superficie.
Le eruzione esplosive sono quelle in cui queste bolle fuoriescono esplodendo. In questo modo la lava (viene definita lava il magma all’esterno della crosta terrestre) viene ridotta a brandelli che si vanno a mescolare con frammenti delle rocce costituenti il vulcano. Questi frammenti vengono chiamati Piroclasti, che vengono classificati, in base alle loro dimensioni: Ceneri (i frammenti più fi ni che vengono trasportati dal vento), Lapilli (i frammenti più grossolani), Bombe o Blocchi (lascio alla vostra immaginazione). Ovviamente i frammenti più piccoli tendono a cadere più lontano rispetto ai più grandi.
Prima o poi i Piroclasti devono ricadere al suolo e ci sono tre tipi di meccanismi prevalenti: Caduta Gravitativa, Flusso Piroclastico, Ondata Basale.
Il primo metodo fu quello che riguardò le nostre zone.
I Piroclasti vengono sparati in aria e poi ricadono eseguendo delle traiettorie paraboliche più o meno vicino al vulcano a seconda della loro pesantezza. I depositi di Piroclasti caduti che si formano coprono le asperità del terreno con uno spessore costante come se si trattasse di una nevicata. Lo spessore del manto diminuisce man mano che ci si allontana dal vulcano.
I piroclasti ricaduti, dopo molto tempo, si consolideranno dando vita, in base alla distanza dal vulcano e quindi in base alla loro quantità, a cineriti, tufi e brecce vulcaniche.
I flussi piroclastici sono caratterizzati invece dal movimento verso valle del materiale piroclastico mescolato ai gas ad alta temperatura che fungono da lubrificanti. Tipici fl ussi sono le Nubi Ardenti. Queste sono delle vere e proprie valanghe di materiale solido e gas ad alta temperatura in grado di seminare morte e distruzione in tempi brevissimi. Finito il fenomeno i frammenti si saldano a caldo dando origine a rocce chiamate Ignimbriti.
L’ultimo meccanismo, l’Ondata Basale, consiste in flussi di gas e materiale piroclastico con densità bassa. Si tratta di una corrente che si muove radialmente, ad anello, rasoterra rispetto a una colonna esplosiva,generata dall’esplosione del vulcano. Il peso della colonna è tale da schiacciare verso il basso il nuovo materiale che si sta producendo. Fenomeni di ondata basale si creano quando dell’acqua filtra nella Camera Magmatica, questa vaporizza istantaneamente mandando alle stelle la pressione che i gas esercitano nella Camera.
L’aumento repentino della pressione ha effetti catastrofi ci quando genera un’eruzione, detta ferato-magmatica, che può portare alla totale distruzione del vulcano stesso.
Un’eruzione simile è stata quella del 79 d.c., che distrusse Pompei ed Ercolano.
La nostra zona milioni di anni fa era assolutamente inospitale. Fu solo millenni dopo la fine dell’attività vulcanica che l’uomo potette abitare le nostre zone traendo giovamento dal materiale che più ci rappresenta: il tufo.