Q3.2 – RIPROPONIAMO IL SITO DI POGGIO ROTA

Anche i giovani nostri associati si inseriscono dando il loro contributo. Nello spazio loro riservato il giovane Daniele Carrucoli propone un suo studio sulla formazione del tufo, pietra tipica della maggior parte del territorio, e Glenda Rega ci propone il contenuto di un esame sostenuto con il Prof. Massimiliano Masci della facoltà di architettura presso l’università degli studi di Firenze nella parte in cui ha parlato del sito di Poggio Rota all’interno del fenomeno del megalitismo nella preistoria.
Dopo due numeri dei nostri quaderni in cui non si è parlato del sito di Poggio- Rota (infatti ne abbiamo scritto nel numero zero), torniamo a parlarne non solo per una novità sorta nel frattempo, di cui diremo brevemente, ma soprattutto per l’esigenza che sentiamo di rendere pubbliche le attività svolte dalla nostra associazione fin dalla individuazione del sito segnalato ufficialmente da Giovanni Feo (puoi vedere qui un filmato). La novità consiste nel primo intervento, seppure di sola ripulitura e di un primo inizio di scavo, eseguito dall’archeologa Nuccia Catacchio Negroni su autorizzazione della soprintendenza competente. Il fatto sta a dimostrare il riconoscimento ufficiale del sito come archeologico. Il sito dopo l’intervento si presenta più visibile e sembra più percepibile la sua complessità, come dimostra la foto qui riprodotta:

Poggio Rota: affioramento di strutture con sezioni angolari, “tagliate artificialmente”

Per quanto riguarda l’attività svolta dalla nostra associazione in merito al sito. ricordiamo che nel numero zero dei nostri quaderni, nominavamo tutti gli esperti che si sono avvicendati e che hanno dato il loro importante contributo: il geologo Alfonso Giusti, l’archeologa Nuccia Catacchio Negroni dell’Università degli Studi di Milano – Centro Studi Preistoria e Archeologia, l’archeoastronomo Adriano Gaspani dell’Istituto Nazionale di Astrofi sica, Osservatorio Astronomico di Brera, Milano, gli archeoastronomi Enrico Calzolari e i corsi Antomari Ottavi e Francois Radureau.
Tutti gli intervenuti hanno redatto una relazione delle rilevazioni effettuate e delle conclusioni cui sono giunti. La relazione di Enrico Calzolari è stata pubblicata nello stesso numero zero dei quaderni. Affinché il lavoro svolto non venga perduto e i documenti siano di pubblico dominio, intendiamo pubblicare nel tempo tutte le relazioni rilasciate all’associazione, a meno che la complessità di qualcuna di esse non lo renda difficile.
Quelli che seguono sono alcuni dei principali passaggi, i più comprensibili perché meno tecnici, della relazione del geologo Alfonso Giusti. Non appena individuato il sito, il primo esperto che poteva confermare o meno il carattere antropico dei monoliti, condizione necessaria per proseguire nelle indagini, non poteva che essere il geologo.