Q2.6 – CORRISPONDENZE EPISTOLARI DEL VIGNOLI

Nel quaderno numero uno abbiamo anticipato di voler pubblicare parte del materiale riguardante Giovanni Vignoli conservato presso l’archivio storico della biblioteca di Pitigliano. Dei documenti esistenti riteniamo di pubblicare la corrispondenza intrattenuta dal Vignoli con alcuni importanti personaggi di cultura della sua epoca a dimostrazione del prestigioso livello raggiunto dallo studioso pitiglianese.

CORRISPONDENZE EPISTOLARI DEL VIGNOLI

In questa lettera il Muratori propone al Vignoli di fornirgli informazioni sulla sua attività letteraria, utili per inserire la figura del leterato Pitiglianese in una pubblicazione concernente la storia dell'Accademia di Urbino, della quale il Vignoli fece parte.

Lettera scritta da Apostolo Zeno a Giovanni Vignoli, conservata nella biblioteca comunale di Pitigliano

IL CONTESTO STORICO E CULTURALE DI GIOVANNI VIGNOLI

Quando Giovanni Vignoli nacque a Pitigliano il 13 aprile 1667, la nostra cittadina era ancora il capoluogo della Contea di Pitigliano, rimasta autonoma pur essendo passata nel 1608 ai Medici ed entrata a far parte del Granducato di Toscana, al quale, nel 1737, succederà il governo dei Lorena.
A livello politico l’Italia, dopo la pace di Cateau-Cambresis, risultava frammentata in tanti Stati e staterelli, quasi tutti direttamente e/o indirettamente asserviti alla dominazione spagnola, che tra ‘600 e ‘700 va sempre più perdendo il suo primato, mentre si afferma la Francia di Luigi XIV, il “Re Sole”. Uno dei pochi Stati a mantenere una certa indipendenza e a svolgere un ruolo importante è la Repubblica di Venezia, alla quale verso la fine del ‘600 si affianca il Ducato di Savoia, che cominciò ad affrancarsi dal vassallaggio verso la Francia per diventare successivamente decisivo per l’unità d’Italia.
Culturalmente siamo nel periodo Barocco, il movimento artistico che si sviluppò in Italia e negli altri paesi d’Europa nel XVII sec.
In questo periodo si sviluppò anche l’erudizione, la trattatistica, l’antiquaria e l’archeologia, a cui partecipò a pieno titolo Giovanni Vignoli con le sue opere.
L’erudito pitiglianese, come ha ben evidenziato Roberto Del Buffa nel numero uno dei Quaderni dell’Associazione Tages (pp. 20-23), intrattenne una fitta corrispondenza epistolare fra la fine del ‘600 e i primi decenni del ‘700 con i massimi esponenti della cultura nazionale dell’epoca: Apostolo Zeno, Metastasio, Ludovico Antonio Muratori ed altri ancora. Per sottolineare l’importanza culturale che Giovanni Vignoli ebbe in quel periodo storico, tracciamo un’essenziale biografi a degli uomini di cultura sopra detti, senza con questo voler fare un torto ai tantissimi eruditi con i quali il nostro Concittadino intrattenne rapporti epistolari, oggi conservati nel fondo archivistico della Biblioteca Comunale di Pitigliano.
Apostolo Zeno, veneziano, (1688-1750) è stato definito dal critico letterario Francesco de Sanctis “l’architetto del melodramma” non soltanto perché ne scrisse oltre 60, ma in quanto apportò significative innovazioni allo stesso, rifacendosi ai principi culturali dell’Accademia dell’Arcadia; la sua opera di trasformazione del melodramma venne poi continuata da Pietro Metastasio. Grande erudito, Apostolo Zeno fu poeta, drammaturgo, numismatico e giornalista; nel 1710 insieme al fratello Pier Caterino, Scipione Maffei e Antonio Vallisneri fondò “Il Giornale de’ letterati d’Italia”, sul quale scrissero intellettuali di chiara fama quali Ludovico Antonio Muratori e Giambattista Vico. Nel 1718 venne chiamato alla corte imperiale di Vienna in qualità di Poeta Cesareo, incarico che tenne fino al 1729 quando al suo posto subentrò l’altro poeta italiano Metastasio.
Metastasio, nome grecizzato di Pietro Trapassi (Roma 1698, Vienna 1782), era dotato di una geniale capacità di improvvisazione poetica che iniziò a coltivare e sviluppare fin da bambino. Grazie all’interessamento del famoso giurista-letterato Gian Vincenzo Gravina, il quale di fatto divenne il suo ‘protettore’, Metastasio riuscì a far parte dei salotti dell’alta nobiltà. Nel 1718 entrò a far parte dell’Accademia dell’Arcadia. Drammaturgo e poeta dalle grandi qualità artistiche, la sua fama lo portò, nel 1730, ad accettare il prestigioso incarico di ‘Poeta Cesareo’ presso la corte imperiale di Vienna, succedendo all’anziano Apostolo Zeno. Nel 1768 viene nominato accademico della prestigiosa Accademia della Crusca.
Ludovico Antonio Muratori – Vignola (Modena 1672-1750) fu uno degli intellettuali più famosi ed apprezzati della sua epoca ed è considerato il padre fondatore della storiografi a italiana, in virtù della sua incessante ricerca filologica che si concretizzò nella pubblicazione di tre opere importantissime: 1) Rerum italicarum scriptores (Scrittori di cose italiane), una raccolta di 25 volumi delle principali cronache italiane, dall’inizio alla fi ne del Medioevo, per la cui realizzazione il Muratori intrattenne contatti con gli eruditi di tutta Italia. 2) Antiquitates italicae medii aevi (Antichità italiche del medioevo): opera relativa alla vita e alle istituzioni del medioevo. 3) Gli Annali d’Italia, ponderoso studio in cui vengono descritte le vicende italiane dall’inizio dell’era volgare fino al 1794.
Tutti i personaggi sin qui nominati vissero e operarono nell’epoca di nascita e diffusione del movimento artistico e culturale conosciuto con il nome di Arcadia. L’Accademia dell’Arcadia venne fondata a Roma nel 1690 da Gian Vincenzo Gravina ed altri studiosi; il suo indirizzo culturale si rifaceva alla arcaica tradizione risalente all’omonima regione del Peloponneso.
I temi proposti dal movimento culturale dell’Arcadia tendevano alla rivalutazione del mondo preclassico, esaltando i mitici scenari dell’età dell’oro, quando la vita agreste e pastorale era ancora circonfusa dalle grazie di una natura ammaliante e prodigiosa. Tutto ciò può essere considerato come una forma di reazione alla cultura neoclassica affermatasi nel Rinascimento.
E’ interessante notare che alla fine del settecento la visione del mondo antico suggerita dall’Arcadia venne eclissata dal nascente Illuminismo. Il culto della dea ragione si andava così ad affermare con la diffusione di quegli elementi culturali che sono stati decisivi per la formazione del pensiero moderno.
Tra i massimi esponenti artistici dell’Arcadia va ricordato il pittore francese Nicolas Poussin i cui suggestivi paesaggi di contenuto mitologico evocano in modo enigmatico un fascinoso mondo di divinità, ninfe e pastori. Contemporaneo di Poussin è il pitiglianese Francesco Zuccarelli, apprezzato paesaggista in ambito europeo.

Antonello Carrucoli