Q1.8 – IL TERRITORIO

Estratto da “LA GROTTA DEL SASSO COLATO
di Odoardo Papalini

Odoardo Papalini è un nostro socio, speleologo, fondatore del Gruppo Speleologico “l’Orso” di Castell’Azzara (Gr).

Il paesaggio è decisamente carsico, in esso sono presenti tutti gli aspetti caratterizzanti: crepacci, doline, grotte anche profonde (buca delle Nottole – 140 m).
La roccia calcarea emerge ovunque: la poca copertura vegetale, xerofila, esplode in primavera in una fantasia di colori di bucaneve, crochi, anemoni.
Il versante occidentale, quello del fiume Fiora, si presenta meno articolato, ma anche qui la roccia dà al paesaggio un contributo essenziale. L’abitato della frazione Selvena caratterizza la presenza umana da quel lato, ma non interrompe la presenza del bosco che a stento lascia un po’ di spazio intorno all’abitato.
Castell’Azzara, posta sullo sperone più orientale del rilievo, è un classico “centro di sprone” con il castello e la chiesa parrocchiale nella parte più alta; è la base principale di partenza per escursioni sui monti e nella riserva naturale; domina la larga e piatta valle del fiume Paglia.
La parte meridionale è costituita da un rilievo con formato ad altopiano, la cui altitudine non supera i mille metri; è meno articolata di quella settentrionale ma non è meno importante dal punto di vista speleologico. Tutta la parte centrale del rilievo è costituita da un ampio affioramento di calcari del Giura, completamente privi della copertura eocenico – cretacica. Sono presenti grandissime doline, pozzi di crollo e una idrografia carsica ancora da scoprire.
Tutto il rilievo è limitato da faglie importanti che hanno determinato la formazione di giacimenti minerari di tipo idrotermale, legati anche alle attività dei vulcani vicini. La ricerca di minerali (soprattutto cinabro HgS) è iniziata nell’Eneolitico. L’attività mineraria trascorsa (estrazione del cinabro e metallurgia del mercurio) che ha avuto il suo acme nel periodo tra le due guerre mondiali, ha prodotto una seri di cavità (gallerie), alcune delle quali estremamente interessanti per i tipi di concrezioni che con il tempo si sono andate formando. In superficie sono ancora presenti le strutture degli impianti metallurgici, rari esempi di archeologia industriale di questo tipo.
A nord è presente l’area mineraria del “Siele – Solforate”, ad occidente quella del “Morone”, al centro quella del “Cornacchino”, a sud quella del torrente Vaiana. In altre aree, in passato, sono state fatte ricerche minerarie costituite da brevi gallerie, talvolta ancora accessibili.

La grotta del Sassocolato, indicata dall'asterisco, è ubicata sul costone del monte Civitella.

*La grotta del Sassocolato, detta anche di Bacheca, è al centro di una leggenda che racconta come da tempi immemorabili vi fosse caduta una capra che sarebbe poi riemersa nel lago di Bolsena.