IL PRIMATO DI BOLSENA

GEOLOGIA E ARCHEOLOGIA: il primato di Bolsena.                 English text

La cittadina di Bolsena, di remote origini etrusche, sorge sopra una delle quattro maggiori caldere vulcaniche che compongono il cratere del lago omonimo¹. L’antico insediamento di Bolsena, l’etrusca Velzna (latino Volsinii), venne intenzionalmente edificato, quale centro sacro, sopra un rilevante cono eruttivo, ovviamente non più attivo, seppure ancora conservante l’originaria morfologia vulcanica; fattore, quest’ultimo, che dovette essere di primaria importanza per gli etruschi, in quanto rappresentante, nella loro concezione, un “segno” di sicura sacralità, ovvero una ierofania delle divinità nascoste del sottosuolo tellurico.

Tutto ciò è comprensibile solo se si rammenta che per la religiosità etrusca, particolarmente attenta alle qualità a alle caratteristiche del territorio, il sottosuolo vulcanico e sismico, come nel caso di Bolsena, era reputato sede di divinità infere, in specie quel dio Velch, il cui nome è presente nel fegato bronzeo di Piacenza ed è attestato a Tarquinia, a Cerveteri, a Vulci e in altre località etrusche.

Un’importante iscrizione recante il nome del dio Velch è recentemente venuta alla luce negli ultimi scavi del tempio del monte Landro (Vt)². Queste considerazioni gettano nuova luce sul problema dell’identificazione del santuario nazionale degli Etruschi, il Fanum Voltumnae, oggi erroneamente attribuito ad Orvieto.

La centralità della caldera di Bolsena nell’apparato geologico dei vulcani Volsini indica, analogicamente, la centralità della cittadina di Bolsena rispetto alle dodici regioni etrusche  ( le “ lucumònie” ). Velzna, l’attuale Bolsena, fu dunque il centro sacro, l’omphalos delle dodici regioni, a motivo della sua centralità in termini geologici e vulcanici. Al contempo, lo studio geologico mostra come la posizione geografica di Orvieto sia del tutto marginale, rispetto all’originale territorio etrusco; infatti Orvieto è situata nella parte terminale della colata lavica proveniente dalla caldera di Bolsena, non avendo quindi quel primario carattere geologico di centralità territoriale, previsto per il principale centro sacro delle dodecapoli, che fu invece situato al centro del territorio vulcanico del tufo.

Bolsena è situata esattamente sopra la bocca di un cono vulcanico, non vicino, ma proprio sopra la bocca un tempo eruttiva.

I siti etruschi, città, necropoli e luoghi sacri furono fondati ed eretti direttamente sopra coni vulcanici. L’importanza di questa speciale evidenza non è ancora stata recepita e valutata dagli studiosi, eppure è di enorme rilevanza in quanto chiarisce quello fino ad oggi è stato motivo, sempre presentito e sospettato, del peculiare rapporto intessuto dagli etruschi con il loro territorio. Rapporto che fu determinato dall’applicazione delle tradizionali norme della cosiddetta “Disciplina”, ovvero quella scienza sacra che tramandava le giuste regole da adottare per scegliere e fondare i luoghi dei vivi, dei morti e del culto.

Questa, d’altronde, fu la principale cura del popolo etrusco, “più di ogni altro dedito alle cose sacre”, come hanno scritto gli antichi cronisti.

Oltre al reputarlo sede divina e controparte del mondo celeste, il sottosuolo vulcanico fu fondamentale per la civiltà etrusca poiché permise quegli avanzati sviluppi della metallurgia che non ebbe rivali in tutta l’antica Europa.

Ne resta viva testimonianza negli ori, argenti e bronzi di Bolsena e di Bisenzio, ineguagliabili per preziosità e fattura³.

Note

  1. Le quattro caldere di Bolsena sono: Bolsena, Latera, Montefiascone, Capodimonte e Marta. Vedi “ Contribuzione allo studio geologico dei vulcani Volsini “ di P. Moderni, 1904, scaricabile dalle rete web ).
  2. Sull’iscrizione del monte Landro, recante il nome di Velch, si veda l’articolo pubblicato sul sito tages.eu
  3. Sui temi del presente articolo si veda : “ La Dea di Bolsena”, autori vari, Effegi, 2014

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