ENERGIA CREATRICE

Secondo la moderna definizione, formulata dal Albert Einstein, l’energia è una “massa” a cui si aggiunge la velocità della luce al quadrato. A parte cosa significhi ciò in termini concreti, è da rimarcare l’importanza per il grande scienziato di avere voluto definire cosa sia l’energia, intendendo con tale parola l’energia che è presente in tutti i fenomeni della vita conosciuta.

Già i filosofi presocratici dell’antica Grecia si erano prodigati su tale questione, arrivando a concepire una, ed una sola energia, quale forza creatrice della vita. Talete accostò l’energia creatrice all’elemento “acqua”, Eraclito al “fuoco”, Democrito all’ “atomo” e altri formularono ulteriori concezioni, furono però tutti unanimi nel ritenere che l’energia creatrice della vita fosse, in ultima analisi, una sola. Lo stesso concetto lo ritroviamo nelle antiche culture tradizionali, dove ancora oggi si parla ancora di “prana” (India), mana (Polinesia), ch’i (Cina), Ki (Giappone), Kausay (Perù).

La credenza in un’unica energia creatrice è di universale diffusione. Nella dottrina cristiana la stessa concezione fu riformulata dal grande filosofo Leibniz che coniò il termine “monade”.

Nell’Ottocento apparve a Parigi la singolare figura di un eclettico e rivoluzionario personaggio, Anton  Mesmer, i cui sbalorditivi esperimenti fecero conoscere al mondo intero l’esistenza di un invisibile “fluido”, in grado di guarire e manifestarsi nei modi più enigmatici: nacque così il “mesmerismo” e furono poste le fondamenta per la successiva scoperta dei “campi magnetici”, oggi scientificamente individuati in ogni fenomeno vivente. Nel Novecento, Wilhelm Reich, scienziato residente negli Stati Uniti, formulò una nuova concezione dell’energia creatrice, da lui chiamata “orgone”. Le sue ricerche furono purtroppo censurate dai poteri più oscurantisti della società statunitense, ma il contributo di Reich fu comunque rilevante per la riscoperta di questa antica concezione.

Nonostante oggi si creda che la cosiddetta civiltà “moderna” sia arrivata in tutti i continenti, è altresì vero che in tutti i continenti, in modi e misure differenti, continuano ad essere tramandate tradizioni di antichissime origini.

Sciamani, medicine-man, stregoni e guaritori di tutti i continenti sono concordi su un’idea basilare, riguardo alle loro “pratiche” e all’origine dei loro “poteri”. Secondo costoro esiste un’energia universale che permea ogni fenomeno vivente e lo sciamano o “uomo di medicina”, sa come manipolare e dirigere questa energia, grazie a quello che definiscono il potere (personale) dell’intento o dell’intuizione. In altre parole, se lo sciamano sa concentrare in modo appropriato il potere del proprio intento, per poi farlo fluire intenzionalmente, per esempio per risolvere una malattia, allora si può arrivare ad una guarigione. L’intento è ciò che può muovere l’energia.   E’ però necessario che tale intento sia stato ripulito e reso cristallino, e questo è possibile solo se l’operatore si è sottoposto ad uno speciale apprendistato. A tal fine è necessario uno stile di vita armonioso e consapevole, solo in queste condizioni l’energia può scorrere fluidamente.

In tutte le antiche culture tradizionali si ritrova il principio che ogni cosa vivente è collegata ad un campo energetico ed è in viva connessione con le altre forme viventi, in un continuo stato di fluidità e scambio di energia.

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